INTERVISTA CON FRA PETAR MILANOVIĆ

PARROCO DI MONTEMITRO

 

Per iniziare, ci racconti un po’ di lei.

Fra Petar Milanović - Trapo

Sono nato nel 1949 nel villaggio chiamato Otok vicino a Sinj. Dopo aver terminato la scuola elementare a Otok, sono andato in un seminario francescano di Sinj, qui ho frequentato il liceo classico. Lo studio di filosofia e teologica è durato cinque anni, due anni a Dubrovnik e tre anni a Gerusalemme. Sono stato ordinato sacerdote a Roma in Vaticano nel 1975 da Papa Paolo VI. Successivamente sono andato a Parigi, dove per due anni ho studiato teologia pastorale e catechesi presso l'Istituto cattolico. Nel 1978 sono rientrato in Croazia a Zagabria, dove sono stato vicario nella parrocchia di Gospe Lurdske (Nostra Signora di Lourdes) fino al 1982. Dopodiché sono stato trasferito a Spalato, nella parrocchia di Gospe od Zdravlja (Nostra Signora della Salute), qui per un anno sono stato vicario parrocchiale. Il 01/09/1983 mi sono recato in Molise, ad Acquaviva Collecroce (Kruć) dove per 13 anni ho seguito la parrocchia di Santa Maria Ester. Nel 1996, sono ritornato nuovamente in Croazia a Zagabria, dove ho svolto per uno anno l’incarico di magistrato dei seminaristi, dopodiché sono stato trasferito a Spalato, dove per 9 anni sono stato padre superiore del convento francescano nel monastero di Gospa od Zdravlja (Nostra Signora della Salute). Sono stato anche per 3 anni parroco di Bristivica, vicino a Trogir e, finalmente nel 2008 sono tornato in Molise, il 14 settembre del 2008, ho ricevuto l’incarico di parroco presso la parrocchia di Santa Lucia v.m. a Montemitro. Dal 2003, fino ad oggi svolgo l’incarico di vice provinciale presso la provincia Presvetog Otkupitelja (Santo Redentore) di Spalato. Ecco, molto sinteticamente, questo è tutto su di me.

Lei è stato sacerdote ad Acquaviva Collecroce (Kruć) diversi anni fa, come vi siete trovati?

Sì, in Molise, esattamente ad Acquaviva Collecroce (Kruć) sono arrivato nel settembre del 1983 e sono rimasto fino a settembre del 1996. Quindi per 13 anni sono stato parroco tra i molisani croati nella parrocchia di Santa Maria Ester in Acquaviva. L’inizio è stato molto duro, adattarsi in un nuovo ambiente, mentalità alquanto particolare, l’antica lingua croato-molisano ed il perfezionamento della lingua italiana. Tutto questo ha richiesto uno sforzo notevole in me e, in breve tempo. Dopo un paio d’anni, sono riuscito ad inserirmi ed ambientarmi anche nella mia nuova diocesi Termoli - Larino, ho conosciuto e incontrato sacerdoti e fedeli, mi sono trovato bene. Nel 1984 abbiamo subito organizzato la prima gita per la Croazia, il paese si è subito ravvivato. Abbiamo ricevuto diversi gruppi provenienti dalla Croazia e spesso ci siamo recati in Croazia. Nel paese sono stati istituiti diversi gruppi e iniziative, è stata una bella esperienza, molto vivace e interessante.

Otok - Chiesa di San Luca Ifonte: www.vuszd.hr

Lei è stato tra i croati-molisani, poi siete rientrati in patria, cosa vi siete portati dietro dopo l'esperienza ad Acquaviva?

Con me ho portato meravigliose esperienze e ricordi, non ho mai interrotto il contatto con i croati-molisani, al contrario, sono venuto in Molise portando gruppi in pellegrinaggio, in Croazia, ho incontrato tante volte i croati-molisani. Pertanto, la collaborazione è continuata anche dopo il mio ritorno in Croazia. Mi dispiace molto che durante il mio soggiorno e lavoro in Molise, ad Acquaviva, la comunità croata non era ancora stata riconosciuta dal governo italiano come minoranza linguistica. Tutte le iniziative sono state il risultato di singoli appassionati, senza alcun sostegno morale e materiale, oggi le cose sono diverse.

Lei da settembre dello scorso anno, è tornato tra i molisani-croati, ma questa volta a Montemitro, come vi trovate?

Giorno dopo giorno conosco sempre più Montemitro e i suoi abitanti, il paese è piccolo e tranquillo, la gente è simpatica, tranquilla e ospitale, mi trovo molto bene.

Nella cartina, Otok dove è nato fra Petar Milanović

A suo parere cosa manca per un’ulteriore sviluppo di Montemitro, Acquaviva e San Felice? Cosa suggerirebbe?

Credo che sia necessaria una maggiore cooperazione tra Acquaviva, Montemitro e San Felice, lo stesso vale con la Regione Molise. Quello che considero più importante e di imminente urgenza è la scuola. È necessario fare quanto prima, tutto il possibile per unire questi tre paesi per quel che riguarda la scuola, in modo che i bambini non vadano in altre località italiane, ma farli rimanere nei nostri tre paesi. È di vitale importanza per la preservazione della lingua croato-molisana "na-našo" e una maggiore cooperazione con la Croazia sul piano culturale ed economico. Sarebbe bello e importante creare un centro sportivo culturale e ricreativo presso il bivio di San Felice, dove si potrebbero accogliere gruppi provenienti dalla Croazia e promuovere più iniziative per tutti e tre i paesi croato-molisani?!

Che sensazione ha, di trovarsi in un altro paese e comunque sentire in qualche modo parlare la vostra lingua madre?

Per le persone che vengono qui per la prima volta, questa è una straordinaria sensazione, fuori dal comune. Per me che sono già stato da queste parti per 13 anni, è diventato qualcosa di molto abituale, mi sembra di essere in Croazia.

Montemitro, chiesa parrocchiale di Santa Lucia

Qual è il suo rapporto in generale, con gli italiani e i croati-molisani?

Durante i miei studi a Gerusalemme, ho incontrato un sacco di italiani e, in particolare, durante il mio soggiorno in Molise. Devo ammettere che gli italiani mi sono sempre stati simpatici, aperti e ospitali.

Per concludere, desidera dire qualcosa alle persone della Croazia e, alle persone di Montemitro ed agli altri due paesi?

Ai croati provenienti dalla Croazia, voglio loro raccomandare, che quando viaggiano per l’Italia, di inserire sul loro programma di viaggio, anche la visita ai croati del Molise. Potranno sentire e vedere cose mai viste e sentite prima, alle persone di Montemitro, Acquaviva e San Felice del Molise, voglio dire a loro di incontrasi più spesso,  curare i rapporti d’amicizia e di reciproca collaborazione e insieme visitare la Croazia. Quest’anno, organizziamo un pellegrinaggio in Croazia dal 21/08 al 28/08/2009. Credo che sia piacevole e necessario un ritorno alle origini, là da dove sono venuti i vostri antenati, s one bane mora (dall’altra sponda del adriatico).

Grazie mille.

Intervista a cura di: Gabriele Romagnoli, per il sito web: www.mundimitar.it