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La vita di Santa Lucia |
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Cenni storici
Al
termine del III secolo d.C. a Siracusa, una
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ziano e la persecuzione dei cristiani stavano per terminare e che Siracusa da allora l'avrebbe sempre onorata così come accadeva nella vicina Catania per S. Agata. Dopo ciò venne uccisa conservando il titolo della Verginità e del Martirio. Era il 13 dicembre 304. Il corpo di Lucia fu deposto nelle catacombe ove da subito elargì miracoli, poi fu spostato nella chiesa eretta in suo onore, in seguito fu trasportato a Costantinopoli ed in fine fu traslato a Venezia dove tutto riposa accanto al corpo di S. Geremia. Le spoglie sono però prive di un braccio perso lungo i vari spostamenti e sono rivestite di porpora rossa ricamata, il volto è coperto da una maschera d'argento donata da Papa Giovanni XXIII.
Il culto di Santa Lucia a Montemitro
Nel corso del XVI secolo si stabilirono lungo le coste molisane delle popolazioni slave in fuga dalle invasioni turche. Si narra che essi portarono il culto per la nostra patrona S. Lucia. In origine si situarono a 3 Km dall'attuale paese, costruendo il loro villaggio che in gergo dialettale è chiamato "selo", con abitazioni in legno e la chiesa come unico edificio in pietra. In seguito ad una calamità naturale dove tutto andò distrutto i superstiti decisero di stabilirsi nell'attuale centro abitato. A testimoniare la loro presenza in quei luoghi, sono i ritrovamenti di resti e ornamenti tombali, ed un mucchio di macerie della chiesa nascosta tra i rovi noto come "zid do Sta Luce" (muro di Santa Lucia). Un sordo-muto (Luigi Giorgetta) ebbe una visione della Santa che gli chiedeva di ricostruire la Sua chiesa sulle fondamenta del vecchio edificio. Così l'11 aprile del 1932 fu posta la prima pietra ed ebbero inizio i lavori di ricostruzione offerti dal popolo. In seguito una donna (Lucia Lafratta) sognò S. Lucia che le chiese di recarsi da alcune famiglie specifiche per racimolare della farina e preparare del pane da distribuire ai fedeli il giorno della festa. Dal 1932 la domenica in Albis ci si reca in processione verso la Cappella, all'arrivo si celebra la S. messa durante la quale si benedicono dolci e panini. In seguito si compie il rituale gesto del bacio della reliquia accompagnato dal canto dell'inno dedicato alla Santa e la distribuzione dei panini benedetti. La giornata continua con una scampagnata e la caratteristica asta dei dolci, preparati dalle donne in onore della Santa. Al termine dell'asta la processione rientra in paese e si celebra la S. messa. Altri festeggiamenti in suo onore si celebrano ogni venerdì di maggio in particolare il primo e l'ultimo, queste date sono legate ad avvenimenti storici, si narra che gli slavi giunsero nelle coste molisane in un venerdì di maggio rimasto incognito, portando con loro un mezzo busto ligneo della Santa andato smarrito, da cui è stata riprodotta l'attuale statua venerata a Montemitro. |
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Inno a Santa Lucia V.M.
Lucija, Lucija, naša vukata, ke na nebu jesi slavna, čini dušu blaženu do tvoga naroda virnog.
Do krivnje i do griha, ke ode zdola čine dušu grubu, Ti braniš naše srce ke nas nosi gor na nebu.
Ti ke jesi do nas ljubljena, nomo samo čuvat' našu dušu, ma do svake grube godine Ti nas 'maš čuvat'.
Živi dakle Ti, o Lucija, Živi velika i slavna, Živi na nebu, aje put Ti nami 'maš svemaj kazat'!
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